• Carlo

Approcci all'escursione (Excursion's approaches)

Abbiamo parlato di come gestire gli imprevisti, di quali possono essere le dinamiche di un gruppo, durante un’escursione, ma non abbiamo ancora accennato a come ci piace approcciare un’uscita in bicicletta.

La doverosa premessa è che siamo parlando di un’uscita in gruppo, non di un allenamento sportivo.

Prima regola, basilare, è quella di non essere ossessionati dagli orari.

Le nostre uscite hanno una durata indicativa, ma questo non deve essere un dogma cui vincolare tutto.

Chi esce in bicicletta sa bene che gli orari sono molto lasci, e le scuse raccontate a fidanzate e mogli (senza dimenticare fidanzati e mariti …) per giustificare ritardi vergognosi, sono tra le più varie e fantasiose.

Sgomberiamo quindi dall’inizio ogni dubbio: quando usciamo in gruppo l’ora di rientro è sempre indicativa, lasciandoci tutto il tempo per goderci appieno l’escursione.

Un altro aspetto è quello di dimenticarsi di tempi, chilometri e dislivello: l’uscita significa divertirsi, andare a scoprire un luogo, visitare una cantina e degustare del vino, fermarsi a godere di un panorama, conoscere il territorio anche attraverso una chiacchierata con gente del luogo incrociata casualmente.

Magari alla fine i chilometri percorsi saranno pochi, meno di quelli preventivati, ma l’esperienza che ci porteremo a casa sarà l’essenza della giornata trascorsa.

Un ultimo suggerimento che diamo sempre è quello di divertirsi, sapere cogliere quanto ci riserverà l’uscita. Avremo sicuramente degli imprevisti, magari esplorando una stradina nuova fuori programma dovremo tornare sui nostri passi di fronte ad un vicolo cieco: sappiate sempre mantenere il sorriso, non lamentatevi e non borbottate. Siete in vacanza, nessuno vi corre dietro e se al rientro ci saranno mogli o mariti arrabbiati per il ritardo, potrete sempre dare la colpa alla guida che vi ha accompagnati.


We talked about how to manage the unexpected events, of which the dynamics of a group may be, during an excursion, but we have not yet mentioned how we like to approach a bike ride. The right premise is that we are talking about an outing in a group, not a sports training. First rule, basic, is not to be obsessed with schedules. Our ridess have an indicative duration, but this does not have to be a dogma to bind everything. Those who go out on their bikes know that the schedules are very loose, and the apologies told to girlfriends and wives (without forgetting boyfriends and husbands ...) to justify shameful delays, are among the most varied and imaginative. So, let's get rid of every doubt: when we go out in groups the return time is always indicative, leaving us plenty of time to fully enjoy the excursion. Another aspect is to forget time, kilometers and altitude: the exit means having fun, going to discover a place, visiting a winery and tasting some wine, stopping to enjoy a view, getting to know the area through a chat with people of the accidentally crossed place. Maybe in the end the kilometers traveled will be few, less than those expected, but the experience that we will take home will be the essence of the day. One last suggestion we always give is to have fun, to know how to take what the exit will reserve for us. We will certainly have some unexpected events, maybe exploring a new road outside the program we will have to retrace our steps in front of a dead end: always know how to keep the smile, not complain and not mumbled. You are on holiday, no one runs after you and if you will face wives or husbands angry for the delay, you can always blame the guide who accompanied you.

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