• Carlo

Le dinamiche del gruppo (Group dynamics)

Affrontare un’escursione con un gruppo di persone, che siamo organizzatori o partecipanti, ci pone inevitabilmente ad affrontare dinamiche talvolta difficili da gestire.

Esigenze e approcci diversi possono innescare malumori e conflitti potenzialmente dannosi per l’esito finale della giornata, tramutandola in una pessima esperienza.

Innanzitutto pensiamo a quali sono le nostre aspettative: godersi il paesaggio? Macinare chilometri e dislivello? Affrontare passaggi tecnici? Approfittare di ogni possibilità per scattare foto ricordo?

Bastano due esigenze contrapposte tra i partecipanti ed ecco che possono nascere conflitti: persone che allungano senza aspettare gli altri, soste interminabili incuranti del fatto che si costringono gli altri partecipanti ad attendere e perdere in molti casi la possibilità di concludere tutto il giro in programma per mancanza di tempo.

Quello che mi sento di suggerire è innanzitutto di creare un gruppo omogeneo per l’escursione, non tanto a livello di preparazione tecnica e fisica, quanto per le aspettative. Dopodiché avere un piano di massima, con accordi sulle soste (in numero e lunghezza), cercando di rispettarsi a vicenda, consci che una volta partiti non siamo più dei singoli, ma parte di un gruppo.

Per esperienza, saper affrontare in modo sereno cosa ci aspettiamo e trovare il “massimo comune divisore” tra tutti i partecipanti, è il primissimo passo per il buon esito di qualsiasi escursione.


Facing an excursion with a group of people, either we are organizers or participants, inevitably puts us to face dynamics sometimes difficult to manage. Needs and different approaches can trigger bad moods and conflicts potentially harmful to the final outcome of the day, turning it into a bad experience. First of all, let's think about what our expectations are: enjoying the landscape? Grind miles and altitude? Tackle technical steps? Take advantage of every chance to take pictures? Two opposing needs are enough between the participants and that conflicts can arise: people who lengthen without waiting for others, endless stops regardless of the fact that they force the other participants to wait and lose in many cases the possibility of concluding all the scheduled tour due to lack of time. What I would suggest is first of all to create a homogeneous group for the excursion, not so much in terms of technical and physical preparation, as for expectations. Then have a rough plan, with agreements on stops (in number and length), trying to respect each other, aware that once we are not part of the individual, but part of a group. From experience, knowing how to face in a serene way what we expect and find the "maximum common divisor" among all the participants, is the very first step to the success of any excursion.

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