• Carlo

Pianificare un'escursione e gestire gli imprevisti (Plan an excursion and manage contingencies)

Ho conosciuto due tipologie di persone che affrontano un’escursione in bicicletta: chi ama pianificare nei minimi dettagli il percorso e chi ama partire all’avventura, avendo in mente pochi punti cardine.

La seconda tipologia di persone normalmente affronta il giro in solitaria, anche perché gli imprevisti sono all’ordine del giorno.

Imprevisti che non mancano, tuttavia, anche per le escursioni maggiormente pianificate.

Quello che mi sento di dire a chiunque accompagno è che i percorsi che andremo ad affrontare, anche se pianificati a tavolino con vari strumenti (dalla carta, penna, bussola e compasso ai software più comuni), riserveranno sempre delle sorprese.

Sorprese che non devono rovinarci la giornata: ecco quindi alcuni consigli.

  1. Avere sempre una serie di percorsi alternativi. Se vogliamo andare dal punto A al punto B prevediamo almeno un’alternativa più facile. Tratti interrotti, sentieri invasi dalla vegetazione che in una settimana può crescere a dismisura, un allagamento. Sono molte le situazioni in cui potremmo avere bisogno di deviare dal percorso pianificato per poter proseguire.

  2. Avere delle destinazioni alternative: come prima, ma in questo caso saper ammettere che non arriveremo dove ci siamo prefissati di giungere. Un guasto meccanico, un malore, banalmente una giornata no di uno dei partecipanti. Sapere ammettere senza drammi che ci arriveremo un’altra volta, e puntare verso una meta raggiungibile, che non ci lasci l’amaro in bocca e la sensazione di una giornata buttata.

  3. Saper improvvisare, consci che l’esperimento potrà rivelarsi un vicolo cieco. Quante volte ci è capitato di vedere una bella stradina mai fatta e dirsi: “Dai che la proviamo”. A volte si rivelerà una bella deviazione che ci farà conoscere qualcosa di nuovo. Altre potrà rivelarsi una delusione totale. Sappiate sempre accettare questa eventualità senza recriminazioni e senza incolpare nessuno.

I met two kind of people who face a cycling excursion: those who like to plan the route in detail and those who love to go on an adventure, having in mind a few key points. The second type of people normally face the solo tour, also because the contingencies are the order of the day. Unforeseen events, however, also for the most planned excursions. What I would like to tell anyone who accompanies is that the paths that we will face, even if planned at a table with various tools (from paper, pen, compass to the most common software), will always reserve surprises. Surprises that should not ruin the day: here are some tips.

  1. Always have a series of alternative routes. If we want to go from point A to point B we expect at least an easier alternative. Interrupted lines, paths invaded by vegetation that in a week can grow out of all proportion, a flooding. There are many situations in which we may need to deviate from the planned route to continue.

  2. Having alternative destinations: as before, but in this case know how to admit that we will not arrive where we have decided to arrive. A mechanical failure, an illness, trivially a day not one of the participants. Knowing how to admit without drama that we will get there another time, and aim for an achievable destination, that does not leave a bitter taste in our mouth and the sensation of a day thrown away.

  3. Knowing how to improvise, aware that the experiment can turn out to be a dead end. How many times have we seen a beautiful road never made and said: "Come on, let's try it". Sometimes it will turn out to be a nice detour that will let us know something new. Others may prove to be a total disappointment. Always know how to accept this eventuality without recriminations and without blaming anyone.

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